November 20, 2008     | Register
 

CASTELLI FEDERICIANI DI VENOSA E RIONERO

 

CASTELLO DI VENOSA 56 KM DA POTENZA

Venosa è situata in provincia di Potenza, il suo nome fu Venusia. Nel 65 a.c. vi nacque Orazio Flacco. Appartenne come feudo a varie famiglie fra le quali quella di Carlo Gesualdo. Il centro è ricco di storia: Il Castello costruito nel 1470, la Cattedrale, eseguita dal maestro Cola da Conza(1512) e l'Abbazia della trinità, intreccio di tre fasi storiche distinte. Nel 1613 circa Emanuele Gesualdo subentrò al padre nella gestione del feudo di Venosa, essa divenne infatti la dimora della sua corte.  Nel 1613 si registrò la nascita di Leonora Emanuela Carlina, poi divenuta monaca. Oggi Venosa vanta varie industrie di trasformazione di latticini, vini e oli.  mt. 420 sul l.m.

CASTELLO DI RIONERO IN VULTURE 41 KM DA POTENZA

Cominciamo con i dati che la tradizione documentaria ci offre a proposito della località e dell'imponente castello ubicato su una collina alta 826 m, insistente sul tratto viario di ascendenza classica che porta da Melfi a Potenza. La menzione più antica è del 1128: la località viene indicata come oppidum, cioè come un centro abitato di modeste proporzioni verosimilmente fortificato; nel luglio del 1137, nell'ambito del territorio ("iuxta fluenta de lacu Pesele"), si incontrarono l'imperatore Lotario III e il papa Innocenzo II con i loro rispettivi eserciti. A cavallo tra la prima e la seconda metà del XIII secolo la località è infeudata ai Domini Lacupensulis molto verosimilmente insediati nell'area della rocca contigua alla corte intorno alla quale si ergono le strutture castellari di epoca federiciana. L'attuale castello indicato come domus è attestato tra il 1241 e il 1246: l'imperatore svevo si accampa con il suo esercito nel 1242; alcuni atti dello stesso Federico II e del figlio Manfredi vengono redatti "in campo" o "in campis apud Lacum pensilem" tra il 1242 e il 1265. A pochi mesi dalla morte di Manfredi è confermata la frequentazione del sito da parte degli Angioini che al castello dedicano particolare attenzione per la sua posizione strategica come "portum montis Vulturis".  I dati archeologici confermano la tradizione documentaria: l'area del cortile minore ha restituito reperti di epoca classica forse reimpiegati in epoca sveva (si pensi al riuso dell'antico da parte di Federico II), ceramica di vario tipo, vetri, monete confluiti nel museo del castello allestito di recente dalla Soprintendenza per i Beni Monumentali, Architettonici e Ambientali della Basilicata.

 

castello di Melfi
venosa -chiesa del purgatorio
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